La cicatrice rappresenta il fisiologico processo di riparazione dei tessuti in seguito ad una lesione patologica , traumatica oppure dopo un intervento chirurgico.

Sebbene la cicatrice sia un segno permanente, con il trascorrere del tempo diventa sempre meno visibile fino ad essere una linea bianca, piatta larga 2-3 mm.

Tuttavia in seguito ad alcuni difetti di cicatrizzazione possono manifestarsi delle cicatrici patologiche: cheloidi, cicatrici ipertrofiche, cicatrici ipotrofiche o diastasate.

Cheloide: è una cicatrice patologica caratterizzata da colore scuro, dall’essere spessa e rilevata ed in alcuni casi anche dolente. A differenza delle cicatrici ipertrofiche si estende oltre la cicatrice originaria.

Cicatrice ipertrofica: clinicamente si presenta spessa e arrossata ma non supera i limiti della cicatrice originaria.

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Cicatrice diastasata: è una cicatrice patologica caratterizzata da scarse fibre elastiche e collagene e quindi in seguito alla tensione tende a slargarsi e quindi a diventare più larga della cicatrice originaria.

Il trattamento delle cicatrici patologiche va dall’applicazione di alcune specifiche creme a base di silicone, all’infiltrazione con corticosteroidi fino alla revisione chirurgica.

E’ importante che il paziente sia consapevole che in alcuni casi è possibile un reale miglioramento della cicatrice, in altri ciò non è possibile (nel caso dei cheloidi, la recidiva è molto frequente).

Negli ultimi anni si sono ottenuti ottimi risultati su alcuni tipi di cicatrici grazie al trattamento con lipofilling. Recenti studi infatti hanno dimostrato che oltre alle cellule adipose, vengono depositate al di sotto della cicatrice anche cellule mesenchimali totipotenti e fattori di crescita che contribuiscono al miglioramento della cicatrice.

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