Il seno asimmetrico

Asimmetrie del seno? La mastoplastica è la via risolutiva

Avere un seno più grande di un’altro non è un’anomalia rara nelle donne. Questo accade perché durante la pubertà, tra gli 8 e i 13 anni, un seno inizia a svilupparsi più dell’altro, oppure a diversa velocità. Quando il corpo di una donna si sviluppa e diventa più maturo può avvenire un allineamento in questa asimmetria; in altri casi, invece, un seno resta più piccolo dell’altro. Le asimmetrie del seno possono avvenire per ragioni di tipo mediche che diversi studi riconducono alla sindrome di Poland, alla sclerosi o alla sclerodermia. In ogni caso, l’asimmetria del seno può indurre in alcune donne a qualche disturbo di tipo psicologico legato al loro aspetto fisico che con il passare degli anni non risulta più soddisfacente per mantenere un’adeguata autostima. Se alcune donne si adeguano al loro aspetto fisico, altre decidono di porvi rimedio e di ricorrere a un intervento di chirurgia estetica.

La mastoplastica per risolvere le asimmetrie del seno

La mammella è il simbolo di femminilità di una donna e quando emergono difetti di forma dovuti a cause congenite, a gravidanze o a improvvise perdite di peso, possono subentrare problemi psicologici legati all’autostima e alla difficoltà ad accettare il proprio aspetto. In questi casi si può ricorrere a un intervento di chirurgia estetica, e in particolare alla mastoplastica che può restituire forma, volume e simmetria a seni cadenti e diversi tra loro. In particolare sono due i tipi di interventi di mastoplastica che si possono effettuare: la mastoplastica additiva e quella di tipo correttivo. Questi interventi hanno la durata di circa due ore e prevedono un riposo post intervento di 5-6 giorni durante i quali la paziente deve restare a riposo. L’intevento viene fatto in anestesia totale, ma in alcuni casi il chirurgo può decidere anche di effettuare un’anestia locale. Per tutte le donne che ricorrono alla mastoplastica, verranno sottoposte a medicazioni successivamente all’intervento e a controlli periodici nei mesi successivi.

Mastoplastica additiva

Quando una donna decide di ricorrere a un intervento al seno, si sottopone a una colloquio con il suo chirurgo per decidere quale tipo di intervento effettuare e con quali modalità. La mastoplastica additiva è uno delle operazioni chirurgiche più comuni per intervenire in caso di asimmetria del seno. Nella prima fase, il chirurgo cercherà di capire quali sono le esigenze della paziente e pianificare un intervento mirato a soddisfare al massimo le sue esigenze. In base alle caratteristiche fisiche della donna, il chirurgo proporrà alla sua paziente le dimensioni della protesti scelta e la forma del seno che vorrà ottenere dopo l’intervento. In base alle dimensioni dell’areola, la parte del seno nella quale alloggia il capezzolo, si potrà definire quali saranno le dimensioni delle protesi. La scelta delle dimensioni dipendono anche dalla volontà della paziente.

Un intervento semplice

Per molte donne sottoporsi a un intervento di mastoplastica può risultare relativamente difficile e doloroso. Nel caso di un seno che presenta asimmetria ma che abbia una conformazione ancora consistente, il chirurgo potrebbe decidere di intervenire inserendo una protesi in un alloggiamento retroghiandolare. Tale intervento è solitamente contemplato quando si ha a che fare con una ipotrofia lieve, ovvero quando il seno sul quale si andrà a intervenire sia di una taglia pari o superiore alla seconda. In questo caso l’intervento risulterà meno doloroso per la paziente e la convalescenza più breve. Anche la mobilità della mammella, che nel caso di un intervento più approfondito, risulterà più facile da ripristinare e immediata cosìcché la paziente potrà ritornare prima alle sue attività abituali.

La tecnica del dual-plane

Nel corso della maturità, succede a molte donne di perdere peso a causa del cambiamento del proprio metabolismo o per un cambiamento del proprio regime alimentare. È il caso di coloro che decidono volontariamente di sottoporsi a una dieta ferrea, ma anche a tutte le donne che fanno sport e con il passare degli anni possono incorrere nel vedere sorgere un’asimmetria del proprio seno. In questo caso, la mastoplastica prevede un intervento duplice che interessi due lati del seno che, in questo modo, verrà restituito un aspetto più sodo e naturale. In questo caso, andranno inserite nel seno due protesi. Una da collocare nella parte superiore del seno, dove alloggia il muscolo grande pettorale; un’altra andrà inserita nella parte inferiore del seno, all’altezza della ghiandola mammaria. In questo caso, l’intervento sarà un po’ più doloroso per la paziente che farà un po’ più di fatica a recuperare la giusta mobilità; ma il risultato sarà un seno molto più naturale in piena simmetria con l’altro.

Possibili effetti collaterali della mastoplastica

Una donna che si sottopone a un’intervento di mastoplastica per risolvere il suo disagio di asimmetria del seno, sia esso semplice o più complesso, potrà tornare alla piena mobilità nel giro di poche settimane. Di solito, subito dopo l’intervento, si possono avere dei dolori allo sterno o un’indolenzimento al petto con conseguente mancanza di mobilità del seno. Questo è un effetto assolutamente normale di questo tipo di trattamento chirurgico. Solitamente, nel giro di pochi giorni, questo problema si risolve con l’utilizzo di antidolorifici che allevino il disagio post operatorio.

Ma quali sono le possibili complicanze?

Come tutti gli interventi chirurgici, anche la mastoplastica ha degli effetti collaterali che però si risolvono in qualche disagio nei giorni successivi all’intervento e che vengono poi scagionati dai successivi controlli operati nelle successive settimane dal chirurgo competente. È normale, subito dopo l’operazione, avere le mammelle gonfie e ingrossate a causa di un edema che si forma e che viene riassorbito nel giro di tre o quattro settimane dopo le quali la paziente potrà riprendere le sue normali attività. Una delle complicanze più frequenti, e comunque rare, è quella della contrattura della capsula periprotesica: si tratta di un ispessimento intorno alla protesi a causa della pellicola fibrosa che naturalmente il nostro organismo produce per isolare il corpo estraneo dall’organismo. Una reazione naturale che negli ultimi anni, è stata ridotta a una rara ipotesi nei casi di mastoplastica, circa il 2% dei casi, grazie all’utilizzo di protesi testurizzate. Un altro raro effetto è la sensibilizzazione della zona dell’areola intorno al capezzolo. In questo caso il problema si può presentare nei giorni immediatamente successivi all’intervento per poi sparire a breve giro.

La mastoplastica: un intervento risolutivo e sicuro

Gli interventi di mastoplastica correttiva e additiva risultano essere molto utili per risolvere i problemi di asimmetria del seno. Seppure questo fenomeno si può definire “del tutto naturale” molte donne preferiscono intervenire per ovviare, soprattutto in età matura o in seguito a repentini cali di peso, per fare in modo di ottenere un risultato estetico risolutivo e sicuro.