Cosa si intende con il concetto di “mastoplastica”? La mastoplastica è un intervento chirurgico effettuato sulle mammelle per diverse motivazioni, non solo estetiche ma anche per fini sanitari. Questo intervento può essere infatti di due tipologie: “mastoplastica additiva e riduttiva”. Vediamo nel dettaglio caratteristiche e finalità dei due interventi.

 

L’intervento di mastoplastica: caratteristiche e finalità

ll termine “mastoplastica” dunque, si riferisce a tutti quegli interventi chirurgici realizzati al fine di ricostruire il seno o modificarne semplicemente il volume, oltre che la forma o la posizione. La ricostruzione della mammella può avvenire anche parzialmente, non necessariamente per intero. L’intervento di mastoplastica può avere due finalità: quello di aumentare il seno o ridurlo. L’intervento di mastoplastica additiva consiste nell’applicazione nel seno della paziente di protesi mammarie caratterizzate da un involucro in silicone, riempita con diversi materiali. La mastoplastica riduttiva, invece, come dice lo stesso termine consiste nella riduzione della grande del seno, nel caso ad esempio in cui il suo volume eccessivo comporti delle problematiche alla colonna vertebrale della paziente, a causa del peso rilevante. Trattandosi di un intervento chirurgico, con le relative incisioni, dal post operazione rimarranno delle cicatrici (comunque trattabili e riducibili con l’aiuto di apposite creme), con una forma diversa in base ai casi: queste potrebbero infatti avere una forma a “T” rovesciata o (nei casi di interventi di mastoplastica riduttiva con riduzioni limitate), in prossimità dell’areola mammaria (c.d cicatrice “periareolare”). Nel caso in cui invece la paziente lamenta un seno cadente o “troppo rilassato”, l’intervento assume il nome di “mastopessia”. Le pazienti che desiderano migliorare l’aspetto del seno perché cadente e al contempo svuotato, alla mastopessia possono associare anche l’intervento di mastoplastica additiva. Vediamo adesso le tipologie di incisione e i tempi operativi degli interventi di mastoplastica, in modo da soffermarci poi in particolar modo sull’intervento di mastoplastica additiva, ovvero di aumento del volume del seno.

 

Tipi di incisione: come viene effettuata la mastoplastica dal chirurgo?

La tipologia di incisione che viene effettuata dal chirurgo cambia in base alla protesi scelta, e in base alle esigenze della persona che deve sottoporsi all’intervento. È possibile distinguere le incisioni in quattro tipologie, in base alla sede in cui vengono praticate: 

– incisione nel solco sottomammario
– incisione nelle vicinanze dell’areola mammaria (nel senso che l’incisione riguarderà
anche la ghiandola mammaria)
– sotto l’ascella
– per via transombelicale (ovvero attraverso un tubo che viene applicato alla paziente sotto l’ombelico, in modo da inserire la protesi e gonfiarla)

Il chirurgo, naturalmente, effettuare queste operazioni in anestesia. Si tratta dunque di un’operazione che richiede una decenza breve della paziente, per un periodo non minore ai due giorni. Successivamente all’operazione, la paziente, dovrà limitare l’attività fisica ed evitare l’esposizione ai raggi solari (è importante anche evitare gli esercizi fisici e gli allenamenti che, in qualche modo, potrebbero sollecitare il seno e compromettere il lavoro del chirurgo). È importante sottolineare che non necessariamente gli interventi di mastoplastica hanno una finalità estetica: alcune donne si sottopongono a questa tipologia di interventi per motivazioni sanitarie, pensiamo alle pazienti oncologiche (ovvero affette da cancro al seno), in alcuni casi la rimozione della mammella affetta dal tumore può provocare un senso di disagio anche molto forte alla donna, che guardandosi allo specchio in seguito alla sua rimozione, potrebbe non riconoscersi più e aggravare il proprio benessere psicologico già compromesso. In questi casi gli interventi di mastoplastica possono aiutare la donna a ritrovare il proprio benessere mentale, attraverso la ricostruzione del seno operata in base ai casi specifici e alle esigenze della singola paziente. A tale riguardo cerchiamo di soffermarci in particolar modo sugli interventi di mastoplastica additiva.

 

Cos’è la mastoplastica “additiva”?

La mastoplastica additiva, come dice lo stesso termine, ha lo scopo di aumentare il volume del seno e conferire una maggiore grandezza alle mammelle. L’operazione viene chiamata comunemente anche “ingrandimento del seno”, e si tratta certamente di uno degli interventi estetici più richiesti dalle donne. Ma perché una donna dovrebbe sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva? Le motivazioni sono tante, e come si è visto non soltanto estetiche. Molte donne, se dotate di un seno di piccolissime dimensioni, si sentono a disagio e ne vorrebbero migliorare il volume. In questi casi l’unica strada possibile è quella di sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva, nel corso del quale chirurgo può applicare la protesi e donare una diversa taglia, forma e volume, al seno della paziente. La predisposizione e la grandezza del seno sono dovuti soprattutto a fattori genetici, in questi casi, soprattutto se il seno è inferiore alla seconda taglia di misura, l’intervento di mastoplastica additiva viene considerata un’ottima possibilità per sentirsi bene con il proprio corpo.

 

Come si svolgono gli interventi di mastoplastica?

Il chirurgo affiancherà la paziente in tutto il percorso che porta all’aumento o alla riduzione del seno, tenendo conto delle aspettative della donna (ovvero della misura desiderata, escludendo naturalmente le proposte esagerate). La scelta della “migliore misura”, in caso di mastoplastica additiva, dipende naturalmente dalla silhouette della paziente: in base alla corporatura, alle spalle e alla vita, il medico aiuterà la donna a individuare la soluzione più adatta alle sue esigenze. In aggiunta ai casi di “ipoplasia mammaria giovanile” (ovvero congenitale), spesso le donne desiderano sottoporsi a un intervento per l’ingrandimento del seno in seguito a una gravidanza o a un periodo di allattamento molto prolungato (può succedere infatti che, in seguito a questi eventi, il seno si rilassi e appari svuotato). Dopo questi avvenimenti infatti, è possibile che si verifichi la c.d “atrofia involutiva della ghiandola del seno”: un vero e proprio rilassamento antiestetico della cute precedentemente dilatata durante la gravidanza o la lunga fase di allattamento. In questi casi il seno risulta cadente e poco turgido. L’impianto di una protesi può aiutare la donna a stare di nuovo bene con se stessa.