L’intevento di mastoplastica in linea generale si può riferire a tre tipologie di chirurgia differente ossia: mastoplastica di aumento o additiva (la più abituale), di riduzione e di sollevamento.

Una vicenda che viene il più delle volte rialzata dai pazienti durante la visita introduttiva e se verrà utilizzato un drenaggio al seno dopo essersi sottoposti all’intervento chirurgico di mastoplastica. Si tratta di una tematica dove cambia a seconda dei chirurghi, in quanto non viene seguita la stessa linea dai medici. In particolar modo ci sono i chirurghi che usano il drenaggio e chi invece non lo ritiene necessario.

Il drenaggio dopo l’operazione di mastoplastica, che sia riduttiva, additiva o di sollevamento, è quindi un fatto molto discusso, che in molte situazioni divide i chirurghi.

 

Il drenaggio – Perché è utile?

Quando si parla di intervento di mastoplastica si tratta in particolar modo del drenaggio, che consente la fuoriuscita di determinate essenze come liquidi, siero o sangue, che in alcuni casi potrebbero assimilarsi nella parte interna del seno.

Ci sono differenti tipologie di drenaggio, nel dettaglio quello per la mastoplastica include l’aggiunta di un’estremità di un piccolo tubo costituito da silicone nella parte interna della cicatrice. L’altro tipo invece viene collegato a un determinato contenitore in cui si tendono a concentrare siero e sangue in eccesso.

Questa procedura consente di conseguenza l’espulsione di sostanze liquide dalla parte operata non consentendo successivamente la formazione di infezioni, danneggiamenti o specifiche complicanze.

 

Drenaggio seno dopo intervento di mastoplastica – Quando è necessario?

In visita di consulenza, quando ci si sottopone a un intervento di mastoplastica e dopo l’operazione, il chirurgo valuta se è necessario l’utilizzo del drenaggio o meno. 

Se invece le pazienti che si sono sottoposte all’intervento di mastoplastica hanno affrontato un’operazione di sostituzione delle protesi, il drenaggio è decisamente comune, diversamente dalle pazienti che si sono sottoposte a un intervento di mastoplastica additiva primaria che il più delle volte non è necessario. Inoltre, le pazienti che non hanno mai effettuato un’operazione di mastoplastica additiva e decidono di sottoporsi a questo intervento il drenaggio non è considerato essenziale.

Mentre, per quanto riguarda in particolare le operazioni di mastoplastica riduttiva e mastopessi, è necessario ricorrere al drenaggio, in quanto i chirurghi in questi casi lo consigliano più spesso, soprattutto nel caso in cui i seni di partenza sono decisamente abbondanti. In situazioni di questo genere, a seconda della situazione i chirurghi valutano nel dettaglio se risulta indispensabile o meno usare il drenaggio.

 

Drenaggio al seno dopo l’intervento di mastoplastica additiva

L’intervento di di mastoplastica additiva include la realizzazione chirurgica di un’area volta ad accogliere la protesi. Questa parte può essere fatta nella zona sottostante alla ghiandola oppure sotto al muscolo grande del petto. In linea generale la tasca risulta assemblata in maniera tale che preveda in modo preciso la protesi. Al fine che quest’ultima non si muova. Il chirurgo che posiziona il drenaggio lo inserisce precisamente in questo determinato punto, vicino alla protesi. Solitamente il drenaggio viene fatto uscire tramite la cute dal verso del seno. Quindi sarà da questo punto che verrà eliminato.

 

Drenaggio al seno dopo l’intervento di mastoplastica riduttiva

Dopo l’intervento di mastoplastica riduttiva il chirurgo generalmente consiglia il drenaggio, in quanto questa operazione include il più delle volte l’asportazione per una parte della ghiandola mammaria e della cute ad essa connessa. Ci sono numerose strategie per effettuare questa operazione di mastoplastica. La maggior parte delle tecniche adoperate in questo caso prevede un grande distacco e un’ampia divisione tra il muscolo grande del petto e la ghiandola mammaria. Di conseguenza, dopo il termine dell’intervento, in particolare quando il tessuto mammario rimasto è stato collocato nuovamente nella parte superiore del muscolo grande del petto, questo spazio scollato raffigura nello specifico quello che solitamente viene nominato nel campo chirurgico come spazio morto. Quest’ultimo rimane così fino a quando i due composti scollati ossia muscolo e seno non risultano guariti insieme. Questo fattore si manifesta il più delle volte con un minimo di fondatezza, circa dopo una settimana o in un massimo di 10 giorni. Questo è un’area non visibile se la paziente decidesse di sottoporsi a un test di approfondimento come ad esempio l’ecografia. Di conseguenza, è decisamente una parte dove può essere riempita dalle sostanze e da fluidi, che solitamente tendono a formarsi dopo una situazione traumatica come appunto quello provocato dalla chirurgia.

 

Drenaggio al seno dopo l’intervento di mastoplastica di sollevamento

L’intervento chirurgico di mastoplastica di sollevamento viene identificata anche come mastopesso. Quest’ultimo può essere effettuato integrando anche delle protesi volte ad aumentare il senso oppure senza. 

 

Drenaggio al seno post mastoplastica – Vantaggi

Il vantaggio principale di un drenaggio dopo l’intervento di mastoplastica al seno è che consente di monitorare differenti aspetti e componenti essenziali a capire se il seno sta guarendo o meno nella maniera corretta.

Perciò, mettere il drenaggio semplifica l’espulsione dei liquidi, non permette l’ammasso di raccolte di sangue e migliora l’emostasi, ovvero il blocco di possibili emorragie.

Per di più, permette di difendere le zone di sutura e specialmente di visualizzare e quantificare degli elementi drenati. 

Non drenare quando risulta essenziale può provocare differenti problemi, oltre che a far gonfiare in modo eccessivo il seno e diminuire soprattutto tutte le fasi di guarigione.