Dual plane, mastoplastica additiva
Intervento richiesto da moltissime donne, la mastoplastica additiva può essere eseguita in maniere differenti. Tra le tecniche che più stanno prendendo piede rientra sicuramente la dual plane, intervento prediletto dalla maggior parte dei chirurghi europei e in grado di dare diversi vantaggi.
Prima di procedere con l’elenco della ragioni per la quale è meglio optare per una soluzione di questo tipo è opportuno spiegare in cosa consiste questa particolare tecnica. La dual plane è un ibrido tra l’intervento sottomuscolare e sottoghiandolare che prevede il posizionamento della protesi mammaria nè completamente sopra nè completamente sotto al muscolo. Questa viene posizionata a stretto contatto con la ghiandola, in maniera tale da interagire con entrambi i tessuti.
Il risultato dell’operazione è l’inserimento di una protesi mammaria la cui parte superiore risulta essere dietro il muscolo pettorale, mentre la parte inferiore è libera e direttamente sotto la ghiandola.
Un intervento di questo tipo risulta particolarmente indicato nel caso in cui le protesi scelte risultino anatomiche o, più semplicemente, a goccia. In questo caso, infatti, la dual plane attribuisce all’operazione un risultato finale molto soddisfacente e più naturale in fatto di forme e proporzioni.
Optando per questa tecnica, il muscolo a contatto con la parte superiore della protesi proibisce a quest’ultima di muoversi lateralmente, di ruotare e di riposizionarsi, problematiche spesso comuni e principali responsabili della revisione della mastoplastica additiva.
A ogni modo, la dual plane si adatta in maniera ottimale a tutte le situazioni che prevedono la volontà di aumentare il volume del proprio seno. Questa può essere eseguita con medesimi risultati su fisici sia magri sia robusti.

Ecco quindi i principali vantaggi di cui è possibile beneficiare scegliendo, con il consiglio del proprio chirurgo, la mastoplastica additiva dual plane.

Risultato estetico ottimale

L’elemento che più di ogni altro caratterizza la tecnica descritta per la prima volta dal noto chirurgo plastico statunitense Jhon Tebbetz è il risultato estetico praticamente perfetto. Essendo, infatti, la protesi posizionata dietro al muscolo essa risulta pressoché invisibile. Proprio l’ulteriore strato rappresentato dal muscolo pettorale permette al seno di acquisire un aspetto più naturale, nascondere in modo praticamente perfetto lo svolgimento dell’intervento e, ancor più importante, evitare traumi e deformazioni.
Le diverse pressioni esercitate dai tessuti consentono alla protesi di accrescere il volume dove necessario ed evitando le zone in cui un’eccessiva proiezione causerebbe un risultato poco naturale. È, infatti, necessario considerare che la mammella non è, al contrario di come si pensi, di forma rotonda, bensì presenta una proiezione maggiore a livello inferiore.
Quanto appena descritto consente alla protesi di garantire anche una maggiore durata. L’utilizzo della tecnica dual plane nel posizionamento delle protesi combatte in modo significativo la forza di gravità, aiutando le stesse a rimanere nella sede originaria. Di grande rilevanza è anche l’azione della ghiandola e del tessuto adiposo, la cui collaborazione garantisce un adeguato sostegno contro la perdita di elasticità.
L’ulteriore strato muscolare consente quindi di rendere i risultati dell’operazione ancor più duraturi ed evitare la comparsa delle complicanze prima citate, in grado di manifestarsi anche dopo pochi anni dall’intervento.

Riduzione del dolore e tenuta perfetta

Un ulteriore e altrettanto importante vantaggio riguarda la drastica riduzione del rischio di contrattura capsulare.
In tal senso, l’utilizzo di questa tecnica evita il processo di ispessimento della capsula di tessuto che avvolge gli impianti, processo capace di causare nella maggior parte dei casi problematiche come asimmetria mammaria, gonfiore o dolore molto accentuato. La mastoplastica additiva dual plane azzera quindi le possibilità di rigetto delle protesi, avvenimento che renderebbe necessaria una nuova operazione.
In aggiunta, al contrario di quanto avviene con la mastoplastica sottomuscolare, le protesi non sono quasi mai soggette a deformazioni in seguito alla contrazione dei muscoli pettorali, in quanto posizionate proprio al di sotto di questi.

Mastoplastica additiva dual plane post operatorio

I giorni successivi a un’operazione sono senza ombra di dubbio quelli più complessi in quanto caratterizzati dai forti dolori e dagli evidenti segni dell’incisione. La mastoplastica additiva non fa eccezione e comporta alcuni giorni di assoluto riposo. Fatta questa premessa è possibile affermare che un intervento dual plane può essere, nel post operatorio, decisamente meno invasivo e fastidioso di una mastoplastica sottoghiandolare.

A differenza di quest’ultima, infatti, la tecnica dual plane prevede solamente l’incisione dei grandi muscoli pettorali. Questi verranno adeguatamente separati dai piccoli muscoli pettorali e dalle intersezioni costali, provocando un dolore che, se correttamente gestito dall’equipe medica, risulterà nettamente sicuramente meno forte e di quello causato da altre tipologie di intervento.
Nella maggior parte dei casi, l’operazione prevede la somministrazione di antidolorifici già durante lo svolgimento dell’intervento e continuativa anche nel post operatorio.
Particolarmente indicati al posto di bendaggi e medicazioni contenitive sono poi i reggiseno medicali, in grado di allontanare i batteri. Questi possono essere comodamente indossati di notte e di giorno e, al fine di garantire l’effetto sperato, devono comprendere una fascia in grado di spingere l’intero impianto verso il basso, così da evitare la sua rotazione.   prova111