Il capezzolo introflesso

Capezzolo introflesso: cause e possibili interventi

 

Si dice che nessuna donna è uguale a un’altra e così, anche il seno di una donna sarà unico e irripetibile. A partire dalla forma dell’areola e del capezzolo, che possono essere diversi anche da un seno all’altro.

Alcune donne hanno uno o tutti e due capezzoli introflessi: una conformazione che può essere del tutto apparente, in quanto un capezzolo può risultare semplicemente piatto. Nel caso invece di un capezzolo introflesso a seguito di un trauma o di un evento particolare, questa tendenza può rappresentare un ostacolo alla funzione principale del seno, quella di allattare oppure un sintomo di qualche deficit che può condurre a conseguenze per la salute.

Il capezzolo introflesso: che cos’è?

La conformazione dei capezzoli introflessi è una anomalia estetica che consiste nella tendenza dei capezzoli a ripiegarsi su sé stessi in una forma piatta o concava, invece di essere naturalmente sporgenti verso l’esterno.

Non è una condizione che riguarda solo la donna, ma anche l’uomo, e che può riguardare entrambi i seni o solamente uno solo. Oltre a essere un elemento estetico che può portare a un disagio nella persona che ne soffre, è anche un impedimento importante per le donne che hanno avuto una gravidanza, in quanto ne condiziona l’allattamento al bambino.
I capezzoli, grazie alla loro funzione primaria, sono direttamente collegati alla ghiandola mammaria attraverso dei dotti galattofori.

La ghiandola mammaria è quella parte del seno che produce il latte che fuoriesce dalla punta del capezzolo.

Quando il seno è caratterizzato dalla presenza di un capezzolo di tipo introflesso, la causa principale può essere un cambiamento delle dimensioni dei dotti galattofori, quei condotti molto ramificati che collegano il capezzolo con la ghiandola mammaria.

Quando questi condotti, il cui numero corrisponde ai lobi ghiandolari presenti in ciascun seno, sono ostruiti tendono ad attirare il capezzolo verso l’interno piuttosto che verso l’esterno e si ha il processo di introflessione.

Cause possibili del capezzolo introflesso

Nel caso di molte persone che presentano dalla nascita una conformazione del capezzolo introflesso, non sussite una particolare necessità di modificare questa tendenza fisica, perché il motivo non è certo di tipo medico ma rappresenta una caratteristica del corpo che non porterà a nessun problema di salute.

Dunque, a meno che non si voglia intervenire per un fattore puramente estetico attraverso una mastoplastica correttiva, ci sono diversi rimedi che si possono utilizzare per ovviare a questo inconveniente. Si possono utilizzare dei modellatori, in grado di far protrurre meglio capezzoli piatti o introflessi; la tecnica di Hoffman, che consistente in una manovra manuale per allentare la rigidità dei tessuti che causa l’ostruzione dei dotti galattofori; un tiralatte, nel caso di donne con bisogno di allattare durante la prima infanzia del bambino.

Nel caso, invece, si presenti una introflessione del capezzolo improvvisa, in età adulta, le cause possibili sono diverse e possono essere riconducibili a un insorgente problema di salute.
Un capezzolo introflesso, infatti, può insorgere in diversi casi come:

  • mastite
  • dilatazione di un dotto galattoforo
  • ascesso retoareolare
  • complicazioni dopo un intervento al seno

Un’altra e ben più preoccupante causa per chi dovesse vedere presentarsi una tale conformazione al proprio capezzolo, è quello di un possibile tumore. Va detto che questo fenomeno di solito è accompagnato da perdite di sangue o di siero dal capezzolo. Inoltre, questo tipo di problema si verifica quando compaiono altri sintomi come l’ispessimento di un’area della mammello o la presenza di noduli; la pelle fortemente irritata o raggrinzita; una variazione improvvisa delle dimensioni del seno; lesioni all’areaola o al capezzolo; improvviso ingrossamento dei linfonodi.

Perciò, nel caso della comparsa di uno dei seguenti sintomi abbinati a quello del capezzolo introflesso, può portare delle vere preoccupazioni per la salute. In questi casi è necessario rivolgersi a uno specialista per indagare a fondo le cause eventuali di un problema più serio.

Negli altri casi, le patologie che si abbinano al comparire del fenomeno sono più facilmente risolvibili.
In generale il capezzolo introflesso, non è una caratteristica fisica di cui preoccuparsi e quando rappresenta un problema dal punto di vista estetico, può tranquillamente essere risolto da un intervento di mastoplastica correttiva.

Capezzolo piatto o introflesso?

Uno dei disagi maggiori per le donne che hanno uno o tutti e due i capezzoli introflessi, è la difficoltà che hanno ad allattare il bambino a seguito di una gravidanza. Qualche volta però basta poco per accorgersi che un capezzolo non risulta introflesso, bensì solamente piatto. Per saperlo basta premere leggermente tra le dita l’areola a un paio di centimetri di distanza dal capezzolo. In questo caso, se il capezzolo non sporge, siamo in presenza di un tipo “piatto”; nel caso invece questo si ritrae nel seno verso l’interno, allora si considera introflesso. Per sapere se si possiede un capezzolo “momentaneamente” piatto, basta notare se questo sporge in caso di contatto con il freddo o con la pressione sull’areola. I capezzoli introflessi e quelli che restano piatti non hanno una protrusione neanche in questo caso.

Mastoplastica correttiva del capezzolo introflesso

Nel caso che l’introflessione rappresenti un problema di tipo estetico o di altro genere, si può ricorrere a un intervento di mastoplastica correttiva. Si tratta di un intervento semplice, praticato con anestesia locale, che verte su un’unico elemento: individuare i dotti del latte che impediscono al capezzolo di porsi in maniera naturale e liberarli per restituirli alla loro naturale funzione. Questo tipo di intervento è tra i più sicuri e fa sì che non restino segni visibili sulla pelle perché l’intervento si pratica direttamente sull’areola.

Capezzoli introflessi e mastoplastica additiva

Se una donna decide di fare un intervento estetico abbinato a quello per correggere il problema del capezzolo introflesso, allora potrà ricorrere a un intervento di mastoplastica additiva che si effettuerà non solo localmente, ma anche su altre parti del seno dandogli una nuova forma e volume. In questo caso, si ricorre a inserire una protesi per la quale il chirurgo deciderà la posizione. La protesi inserita nella sacca, di solito posta dietro la ghiandola mammaria o posizionata dietro al muscolo pettorale, riuscirà a dare la spinta ai dotti galattofori per restituire spessore al capezzolo e farlo protrurre. Nel caso si decida per questo tipo di intervento, sul quale a priori peserà la decisione estetica di intervenire sul seno ma non si riuscirà a incidere sul capezzolo introflesso, il chirurgo operarerà in locale l’intervento di mastoplastica correttiva specifica per il problema.