Il seno tuberoso

Il seno tuberoso noto anche come tubulare è una condizione causata dalla non corretta proliferazione del tessuto mammario durante la fase della pubertà. Anche se non è molto comune, non può tuttavia nemmeno essere considerato raro poiché le donne di solito non si preoccupano più di tanto e di conseguenza non cercano spiegazioni in merito né tantomeno conoscono il trattamento per rimediare al problema. Detto ciò, va sottolineato che sebbene questa condizione non è seria in termini di salute generale, alcune donne possono optare per un trattamento atto a correggerla visto che il seno tuberoso può anche presentare problemi per coloro che hanno la necessità di allattare. In riferimento a quanto sin qui premesso, vediamo nel dettaglio cos’è il seno tuberoso, quali sono le principali cause, i sintomi e il trattamento chirurgico migliore per risolvere a monte questo fastidioso problema di natura estetica.

Il seno tuberoso

Il seno tuberoso viene definito tale poichè rappresenta una condizione in cui il tessuto mammario manca di volume sia in direzione orizzontale che verticale, portando proprio a mammelle tuberose.

In generale il tessuto mammario non si sviluppa adeguatamente durante la fase di pubertà, creando una deformità del seno che influisce sulla sua forma e a volte anche sulla capacità di una donna di allattare.

Inoltre è importante notare che non vi è alcun rischio per la salute associato al seno tuberoso, tuttavia alcune donne cercano di correggere la condizione sottoponendosi a un intervento chirurgico. Premesso ciò, va altresì aggiunto che il seno tuberoso tende a mancare di volume attorno al capezzolo. Inoltre, tra entrambi si verifica uno spazio vuoto maggiore di circa 3 centimetri, mentre in alcuni casi il tessuto attorno al capezzolo appare ristretto e l’areola tende ad essere più grande. Altri sintomi a volte includono una base del seno stesso stretta, pelle tesa sotto i capezzoli e questi ultimi rivolti verso il basso.

Un chirurgo in ogni caso può diagnosticare il seno tuberoso eseguendo un esame visivo, e facendo poi ricorso alle sue conoscenze in termini di chirurgica plastica ed estetica e descrivendo alla paziente nei minimi dettagli modalità e tempi di recupero dell’intervento.

Quali sono le cause del seno tuberoso?

Sebbene la causa esatta del seno tuberoso non sia chiara, alcuni specialisti ritengono che si verifichi a causa di un’alterazione genetica del tessuto mammario che probabilmente si manifesta durante lo sviluppo in utero. Gli effetti non diventano evidenti fino alla pubertà, ossia quando il tessuto in uno o entrambi i seni non riesce a svilupparsi in modo arrotondato come previsto. Altri esperti del settore asseriscono invece che la deformità si verifica a causa di irregolarità del collagene che influisce su aspetto e forma regolare del seno. Premesso ciò, la procedura stessa può essere complessa per ottenere risultati estetici ideali e richiede quindi il trattamento da parte di un chirurgo plastico esperto. Quest’ultimo sia nei casi moderati e gravi della deformità può optare per il rimodellamento del seno, il bilanciamento delle dimensioni dell’areola e infine per l’aumento del tessuto mammario. Sempre in riferimento al trattamento del seno tuberoso, va aggiunto che essendo la condizione tale da non arrecare danni alla salute bensì soltanto legata ad un fattore estetico, per questo motivo le donne di solito si rivolgono ad un chirurgo plastico.

Come si esegue l’intervento sul seno tuberoso

I medici hanno approcci diversi in merito alla chirurgia correttiva della mammella tuberosa. Nella procedura più comune il chirurgo eseguirà in primis un’incisione che va dalla parte inferiore dell’areola fino a quella posteriore del seno. In secondo luogo verrà inserita una protesi nell’area interessata, dopodichè si provvederà alla chiusura mediante dei punti di sutura di spessore infinitesimale allo scopo di evitare che risultino evidenti nella fase post-operatoria. In questi frangenti il professionista incaricato potrebbe anche proporre alla paziente la correzione dell’aspetto dell’areola riducendone se necessario le dimensioni.

Al termine dell’intervento al seno e una volta che l’anestesia svanisce, è importante sottolineare che la paziente potrebbe provare dolore intorno all’area chirurgica per cui il suddetto professionista preventivamente prescriverà degli antidolorifici.

Tuttavia, per un’assistenza post-operatoria ottimale, è possibile anche provare a gestire il dolore con impacchi freddi e farmaci da banco come ad esempio quelli a base di paracetamolo o ibuprofene. Per quanto riguarda invece l’aspetto comportamentale la paziente deve cercare di camminare entro la sera dell’intervento, poiché in questo modo previene la formazione di coaguli di sangue. Inoltre dovrebbe anche limitare i movimenti delle braccia, inclusi quelli abituali per sostenersi o sollevarsi dal letto.

Da ciò si evince che dovrà evitare di alzare oggetti pesanti compresi quindi bambini piccoli. In questi casi è indispensabile avere qualcuno che l’aiuti a svolgere i compiti in casa. Dopo una settimana circa dall’intervento, se si seguono attentamente le suddette istruzioni per l’assistenza post-operatoria, si è in grado di tornare alle attività quotidiane o al lavoro, purché non ci siano eccessivi sollevamenti di pesi nè tantomeno si pratichi un’attività fisica faticosa.

Soltanto il chirurgo dopo una visita di controllo potrà dare il placet per riprendere la routine quotidiana compresa l’eventuale attività sportiva.